Sloworking diventa un caso di studio sui nuovi modelli di smart working innovativo.

Riportiamo di seguito un estratto dal libro “SMART WORKING, JOB CRAFTING, VIRTUAL TEAM, EMPOWERMENT”  di A. Galanto, Andrea Martone, Pierdavide Montonati, Massimo Ramponi, Ed. Ipsoa


 

Esempio di smart working per nuovi orizzonti d’innovazione sociale: associazione Sloworking

A cura di Pierdavide Montonati

Sloworking è un’associazione nata nel 2014 dall’unione di 5 amiche, mamme e libere professioniste, che hanno deciso di mettere in comune competenze, passione, e investimenti per realizzare un nuovo modello di organizzazione del lavoro, ben descritto dal claim dell’Associazione: «lavoro a ritmo di vita». Si tratta di uno spazio di co-working in cui si cerca di dare un ritmo diverso al lavoro, con particolare riguardo alle esigenze extra-lavorative femminili.

Oggi l’associazione può contare su oltre 130 associati che contribuiscono non meramente con la quota d’adesione, ma vivendo
quotidianamente i suoi spazi e contribuendo con idee e progetti.
L’idea e la visione che ha dato vita al progetto parte direttamente dall’esperienza vissuta dalle stesse fondatrici e dalla consapevolezza che spesso oggigiorno le donne si trovano di fronte alla necessità/volontà di rallentare i propri ritmi lavorativi, per poter far fronte a impegni tipicamente femminili (primo fra tutti, l’accudimento dei figli piccoli), senza doversi allontanare completamente dal mondo del lavoro. Il team di Sloworking, per tendere al raggiungimento della propria visione, ha deciso di intraprendere la strada dell’innovazione andando a proporre (con non poche difficoltà iniziali) una re-interpretazione del concetto convenzionale di «conciliazione», inteso come l’unione delle incombenze lavorative e familiari. Lo sforzo maggiore è stato profuso nella direzione di promuovere un cambio culturale, utile a spostare gli attuali strumenti di conciliazione da un piano prettamente assistenziale (voucher baby sitter, contributi asili, etc.) ad uno che promuovesse auto-imprenditorialità, valorizzazione del proprio talento, produttività generata dalla creatività:
tutti temi tipici del lavoro agile.

Uno stralcio del discorso di ringraziamento di Vanessa Trapani, co-fondatrice e presidente di Sloworking, per il conseguimento del premio Rotary46, esprimono il concetto in maniera cristallina: «Conciliare non più come un’urgenza delle madri, ma come un’aspirazione diffusa. Già si parla di “managerialità lenta”. Sloworking nasce dunque da una consapevolezza femminile, ma apre da sempre le sue porte a uomini, istituzioni, aziende che sappiano rimettere al centro del ciclo produttivo la persona come origine e fine del progresso, e non come suo strumento meccanico. La parità di genere, anche senza quote rose, ne diventerebbe a quel punto una naturale conseguenza. Questo premio ci fa sperare che la capacità di rallentare sia finalmente intesa come una virtù, e che le donne in questo possano essere visionarie apripista, e non relegate al ruolo di “categoria protetta”».
Sloworking ha scelto di proporre un’offerta di servizi basato sulle buone pratiche del lavoro agile (spazi co-working, flessibilità, smart working) però con il valore aggiunto della filosofia slow: rivedere i ritmi del lavoratore, spostandosi verso quelli biologici (naturali) e non verso quelli delle macchine o dei computer. Gli uffici e gli spazi di co-working sono siti nel centro storico di Vimercate e sono frutto di una ristrutturazione che ha creato un ambiente confortevole, molto colorato e famigliare, ma nel contempo dotato di tutte le dotazione per gli smart workers. Attualmente sono frequentati da 14 smart workers dal profilo eterogeneo sotto diversi punti di vista, come il settore di appartenenza (dallo sviluppatore software al coach trainer), la tipologia di lavoratore (dal dipendente al freelance) e il genere (anche un discreto numero di uomini ha aderito all’iniziativa). La formula proposta da Sloworking è comprovata essere vincente anche dal fatto che l’associazione è riuscita addirittura a diventare destinataria di bandi regionali promossi da Direzione Generale Famiglia, destinati a freelance e PMI al fine di abbattere i costi di adesione al co-working.
In ultimo è utile trasferire un altro passaggio del discorso di Vanessa Trapani, decisamente esplicativo anche per le prospettive future di questo esercizio d’innovazione sociale (pro natura, pro business, pro persona): «Sloworking è anche accanto alle aziende che hanno questa visione, ambisce a costruire con loro percorsi di conciliazione, piani per il lavoro smart, strumenti per la valorizzazione dei talenti. Qui forse il punto sul quale vorrei portare oggi l’attenzione: se le donne sono fisiologicamente e socialmente costrette a rallentare, crediamo sia possibile trasformare quello che oggi è oggettivamente uno svantaggio competitivo in una nuova visione del lavoro che – per tutti – uomini e donne, metta al centro il benessere come leva della produttività creativa».

Fonte: Intervista a Dr.ssa Vanessa Trapani, co-fondatrice e presidente.