Storie Slow

Come cambia la vita ai tempi del Coronavirus

Oltre lo sconforto, per affrontare il cambiamento

Chiara Valagussa, Sloworker, coach and trainer

 

Chi avrebbe mai creduto di potersi trovare in una situazione del genere? Chi avrebbe mai creduto che un week end qualunque passato in caso per brutto tempo o l’influenza di un familiare potesse diventare la quotidianità? Io no di certo e non lo avrei mai espresso come mio desiderio 2020!

Da quando sono libera professionista le mie giornate hanno preso caratteristiche sempre diverse: da quella in aula con tanti discenti, assorbita dalle loro esigenze, a quelle in coworking, nel mio ufficio in casa o nei bellissimi spazi di condivisione in città, dove la mente viaggia e i progetti prendono vita. Giornate bellissime, ricche di nuovi contatti on line e off line, nei tempi da me stabiliti, scanditi tra famiglia a lavoro facendo cio’ che più mi piace: PERFETTO!

E poi la bolla scoppia, i piani saltano, gli incontri si annullano e la visione di quel “venti venti” che si preannunciava super si sgretola.

Un giorno  poi tocco il fondo, le energie per sorridere non ci sono e lo sconforto mi assale. Come in una piscina profondissima, li sotto sento il bisogno di risalire, risalire in fretta, perchè ho bisogno di aria, ho bisogno di vederci nitido e di sentire i brividi sulla pelle. Mi chiedo cosa mi ha fatto sentire cosi e la paura per il domani e la nostalgia per le mie abitudini e i piccoli piaceri di tutti i giorni di cui io ho già preso consapevolezza il giorno del mio cambiamento, sono li che mi guardano e mi dicono che devo smetterla subito. Non è da me.

Cosi mi chiedo cosa posso far tornare della mia vita che era diventata Slow (per modo di dire) and Sweet e che ora è troppo Slow e troppo Sweet  per permettere cosi alla paura di girare al largo e farmi sognare di nuovo. Cosi mi faccio forza, interpello il sorriso delle mie figlie, al momento immuni da tutto, e mi faccio ispirare: cerco di far si che le giornate, seppur sempre nelle stesse stanze, abbiamo una pianificazione per tutti, che ci sia decoro e ordine, come quando lavoravo da casa: vestita e truccata, magari qualche volta con i tacchi, giusto per darmi un tono e sentirmi più alta nella Skype più importanti!

Mi improvviso maestra per figlia maggiore e giocoliere per la minore per tenere alta la routine e la serenità, convinta comunque che la noia sarà un’ottima compagna. Stendo menù per la settimana con l’aiuto di Benedetta Parodi per non farmi prendere dall‘ansia di 2/3 pasti al giorno per 4 persone e per mangiare sano. Combatto la mancanza della corsa e del nuoto con la Hunziker che mi rende divertente anche l’addominale più pesante.

E cosi facendo trovo le energie e la voglia di progettare un futuro incerto, nella certezza che la mia professione sarà di grande aiuto quando tutto finirà, perchè il cambiamento, volenti o nolenti, questa volta ci sarà per tutti.

 

 

Chiara Valagussa