Storie Slow

Come cambia la vita ai tempi del Coronavirus

Questo aprile diverso dal solito

Federica Cantrigliani, psicologa e coach umanista

Aprile da sempre rappresenta il mese della rinascita. Quello del primo caldo torpore, che dopo il freddo dell’inverno e la pazzia meteorologica di marzo lentamente ci trasporta verso l’estate. Verso il sole. Ma questo aprile è decisamente diverso dal solito. Il sole è alto nel cielo, le giornate sono più lunghe ma non si sentono i ragazzi chiacchierare allegramente per le vie del centro o i bambini che giocano a pallone nei cortili.  Questo è un aprile strano dove siamo gioco forza chiusi in casa per contrastare un invisibile microscopico nemico che fa vacillare le nostre routine e il nostro benessere. Ora questa premessa sembra di cattivo auspicio, invece vorrei che provassimo insieme a tirare fuori qualcosa di buono da questo periodo così strano.

Negli anni della mia formazione (da psicologa clinica prima, da esperta di comunicazione poi e da coach umanista alla fine) ho imparato che ci sono diversi modi per gestire le crisi, sta a noi costruire a mettere in atto quello che ci permette di uscirne non solo sani e salvi ma al meglio delle nostre forze.

In questo periodo, personalmente sto cercando di accrescere il mio bagaglio di conoscenze e esperienze, di sperimentare e mettermi alla prova per andare ad arricchire quello che sono come persona e come professionista.

Per farlo ho deciso di allenare alcune (cinque per l’esattezza) delle mie potenzialità personali e oggi vorrei condividere questo allenamento con te in modo possa essere una piccola fonte di riflessione e possa, magari, aiutarti.

1 – Speranza

La prima è indubbiamente la speranza. “Chi visse di speranza morì disperato” recita un (cinico) detto popolare, ma in realtà chi vive di speranza sa proiettarsi nel futuro, sa vedere in anteprima come potrebbero andare le cose e, soprattutto, sa come muoversi nel presente perchè questo accada.  Secondo Luca Stanchieri (Allena le tue potenzialità 2018) la speranza è “la facoltà di prefigurare il futuro attraverso l’individuazione dei propri desideri, la loro collocazione nella realtà e la messa in pratica di strategie di azione per raggiungerli”. È chiaro che la speranza è fortemente legata alla programmazione alla organizzazione. Vivere di speranza significa sapersi dare degli obiettivi e lavorare per raggiungerli, significa trovare e alimentare la propria motivazione all’interno delle propria visione che comprende un progetto e una strategia che tiene conto delle difficoltà e degli ostacoli ma  che non per questo si arrende. Chi vive di speranza sa pianificare il futuro partendo dal presente, con uno sguardo al passato, certo ma senza basarsi solo su quello. Infine, chi vive di speranza sa che “nessun uomo è un’isola” e sa che spesso se si desidera raggiungere un obiettivo servono alleati, partner, insegnanti, persone con competenze diverse che possono non solo aiutare a raggiungere gli obiettivi preposti ma andare addirittura oltre, grazie a una visione in gradi di allargarsi e crescere nel tempo.

2 – Apertura mentale

Quando parliamo Apertura mentale parliamo della capacità di non rimanere troppo legati alle nostre convizioni. Sempre secondo Stanchieri si tratta del “potere che permette di cambiare idee e opinioni consolidate in modo flessibile e rigoroso, al fine di prendere decisioni che concretizzano la propria autorealizzazione”. Significa ragionare a volte fuori dagli schemi, in assenza di giudizio, una cosa che in questo periodo è più difficile del solito. La paura, infatti, tende e tenerci legati a ciò che sappiamo (o pensiamo di sapere) e ci impedisce di crescere ed evolverci. Per questo è importante, oggi più che mai sperimentare, metterci alla prova, coltivare idee e nuovi progetti che non devono però essere campati in aria ma in linea con ciò che amiamo e che per noi è importante. A me piace sempre ricordare una frase di Facundo Cabral, un cantautore argentino scomparso qualche anno fa e che, oggi più che mai dovresti stampare e rileggere ogni giorno: “non dire non ce la faccio nemmeno per scherzo, perché l’inconscio non ha umorismo! Lo prenderà sul serio e te lo dirà ogni volta che ci provi!”

Significa che sei tu l’unico limite al raggiungimento dei tuoi obiettivi che vanno valutati e, se è il caso modificati dopo aver verificato scelte e decisioni, valori, collaborazioni e opportunità.

3- Intelligenza Sociale

Significa valutare, considerare ed elaborare informazioni anche a caldo, cosa che in questi giorni accade di continuo, considerando con attenzione le emozioni e i sentimenti collegati al benessere nostro e delle persone attorno a noi. Significa imparare a distinguere e analizzare il nostro sentire per riconoscere il sentire dell’altro e agire per bene comune. Lo vediamo nelle persone che mettono a disposizione tempo, competenze, possibilità e aiuto per chi in questo momento ha bisogno. Significa sapersi prendere cura degli altri ascoltandoli e muoversi con uno spirito comunitario volto al benessere, alla crescita e alla comprensione dei sentimenti e degli stati altrui. Chi agisce con intelligenza sociale non si lamenta, non utilizza parole d’odio ma ascolta in assenza di giudizio con la capacità di calarsi nel mondo altrui. A volte basta domandarsi come si sentono (non come stanno) davvero le persone per rendersi conto di come gli aspetti emotivi e sentimentali possano pesare sulla nostra quotidianità.

4 – Creatività

Ora parto sul personale, una cosa che mi fa davvero imbestialire è quando le persone mi dicono di non essere creative. Ecco, facciamo subito chiarezza, essere creativi non significa saper comporre poesie, disegnare o costruire mondi magici. Nella sua definizione classica la creatività è quella potenzialità che ci spinge a produrre nuove idee per migliorare la nostra vita e quella di chi ci sta interno ragionando in termini di benessere e felicità. Un’idea creativa, infatti, è quella che contribuisce al bene comune e che permette di diffondersi e realizzarsi attraverso il sostegno e la condivisione. Essere creativi a volte richiede ispirazione per questo in questi giorni è importante lasciarsi trascinare dalle persone che condividono con noi valori, idee e progetti per trovare nuove soluzioni, per innovare, elaborare e realizzare qualcosa di nuovo. Si dice spesso che si fa di necessità virtù, ecco, se impariamo a coltivare la nostra creatività impareremo a trovare nuove opportunità nei problemi e nei momenti di difficoltà.

5 – Proattività

L’ultima potenzialità di cui ti parlo non è una potenzialità personale ma una potenzialità di specie, che significa che tutti, per stare bene con noi stessi, dovremmo sempre averla ben allenata. Essere produttivi significa non subire gli eventi ma essere in gradi di padroneggiarli. Oggi più che mai è difficile, significa in molti casi dover cambiare drasticamente il nostro modo di fare e di lavorare. Una cosa è importante sottolineare, magari in questo momento non stai lavorando ma non sei in vacanza, essere proattivi significa muoversi, agire e intervenire sulle forze interne ed esterne, senza subirle passivamente. Significa lavorare sulla propria motivazione e scegliere di agire per trovare creativamente una soluzione. Operare un cambiamento e muoversi verso un’azione che prefigura la situazione futura. Agire tenendo in considerazione cosa accade interno a noi e cosa sentono le persone che ci circondano. Imparare a cambiare direzione se la situazione lo richiede per uscire dall’immobilità e dalla stasi.

La proattività è quello che ti permette di attivare un nuovo inizio, a partire da oggi per un futuro esattamente come lo vuoi tu.

Ora puoi scegliere quale impatto può avere il coronavirus su di te e sulla tua attività, puoi scegliere se rimanere immobile o costruire qualcosa di nuovo basato su chi sei tu, su cosa è importante per te, sule cose che ami.

Io personalmente sto cercando di imparare cose nuove, ho iniziato un corso di acquarello via Zoom, sto rimettendo in piedi il mio inglese con delle lezioni via whatsapp e mi dedico a momenti di confronto continuo con colleghi e altri professionisti. Ho partecipato a workshop e ne ho organizzati, ho intrapreso un percorso personale per ridere alcune delle mie attività tanto che alcune cose le ho messe in stand by perchè credo fortemente che da questo periodo de uscirò sicuramente arricchita. Sto imparando tanto a stare sola e mi sono scoperta più introversa di quanto immaginassi. Ho rivisto vecchi amici rigorosamente on line e ogni tanto organizzo qualche pausa caffè virtuale.

Io credo che da questi ormai oltre 30 giorni di reclusione ne uscirà una Federica nuova, più ricca nell’anima e nello spirito, come se avessi superato un livello difficilissimo in un videogame e fossi passata a quello successivo. Un cammino interiore che, in fondo, non mi dispiace così tanto aver percorso.

Qualsiasi sia la strada che deciderai di intraprendere, ricordati che il potere è tutto nelle tue mani. E non è una questione di fortuna.

federica cantrigliani