Il progetto, finanziato dalla Regione Lombardia nell’ambito degli interventi di conciliazione famiglia – lavoro, nasce per dare un’opportunità alle donne che, tra i tanti impegni, non vogliono rinunciare a un loro sogno imprenditoriale.

Un sogno che nasce da una storia personale di evoluzione, di cambiamento, soprattutto dopo che la famiglia è cresciuta e i bisogni, in ogni ambito, sono cambiati.

Conciliare gli impegni tra lavoro e famiglia è un passaggio a volte difficile e in molti casi le donne rinunciano alla propria professione

la mettono in secondo piano e trascurano le proprie necessità di individuo, chiudendosi nella dimensione familiare che però non le rappresenta e soddisfa nella loro totalità.

Il progetto nasce, dunque, per dare una nuova prospettiva, partendo dal presupposto che, acquisendo competenze, strumenti e una rete di supporto, si può effettivamente vivere conciliando positivamente tutti gli ambiti della vita.

Per fare ciò abbiamo pensato di dividere il percorso formativo in due ambiti principali: gli aspetti tecnici legati allo start up di un progetto (business plan, strumenti di marketing e comunicazione, strumenti economico-finanziari, normative, etc.) e gli aspetti di crescita personale dai quali è, secondo noi, imprescindibile partire per affrontare il percorso di costituzione e avvio di un’idea imprenditoriale (autostima, autoefficacia, determinazione e motivazione, resilienza, consapevolezza di sè, etc.)

Le donne che stanno partecipando al percorso sono arrivate cariche di entusiasmo e voglia di trarre il massimo beneficio da questa esperienza; i loro progetti, tutti con uno sguardo alla conciliazione familiare, spaziano dalle ludoteche, ai laboratori artistici, al family bar e alla valorizzazione del verde condominiale come luogo di aggregazione in grado di accogliere i bisogni della famiglia;

tutte loro sono molto motivate e stanno partecipando attivamente agli incontri, portando energia, desideri, speranze e anche paure e ostacoli che, con grande determinazione stanno imparando a gestire.

Il progetto garantisce un percorso formativo di 25 ore in aula. Durante queste ore, le donne che lo richiedono, possono usufruire di uno spazio gioco gratuito per i loro bambini, intrattenuti in attività di laboratorio da educatrici professioniste.

Nella prima parte del percorso formativo è stato fatto un lavoro sugli aspetti più personali, in particolare sull’autostima e l’autoefficacia. Dal prossimo incontro, ci si dedicherà agli strumenti più tecnici, come la definizione del business plan e del budget.

Al termine saranno selezionate tre candidate che, avranno l’opportunità di presentare la propria idea in un evento pubblico alla presenza di finanziatori e istituzioni.

Chissà quali progetti verranno scelti? Tutti noi facciamo il tifo per queste pioniere del percorso Viva-io che ci auguriamo di ripetere in futuro.