Al via la sperimentazione sullo Smart Working
Questa estate è uscito un bando per l’assegnazione di contributi a liberi professionisti e lavoratori agili per sperimentare una modalità di lavoro “smart” all’interno di uno spazio di coworking: il nostro.
Era la metà di luglio e ormai le persone stavano organizzando le vacanze, mentre le aziende erano concentrate su attività già pianificate da portare a termine prima della chiusura estiva.
Non il miglior periodo per dare diffusione di questa opportunità dunque.
Pazienza, non era possibile fare altrimenti, quindi ci siamo rassegnate al fatto che dipendenti di aziende che praticano lo smart work non ne avremmo visto neanche uno. Per fortuna invece i liberi professionisti, avvezzi a stare sempre sul chi vive, pur nella foga di andare in vacanza, non si sono fatti sfuggire l’occasione.
Alcuni prontamente, altri al fotofinish, hanno inviato le domande di contributo e il budget è stato interamente assegnato.
Ma chi sono questi professionisti? Perchè sono stati assegnati dei contributi per lo “smart work”? Con quali criteri sono stati assegnati?
I contributi provengono dall’Alleanza del Vimercatese per la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro di cui la nostra associazione fa parte e che vede come capofila Offertasociale.
E cosa è questa Alleanza?
E’ un sistema integrato tra imprese, enti e associazioni per fornire delle risposte ai nuovi bisogni di conciliazione delle famiglie e in particolare delle donne.
Certo, perchè è sulle donne che, ancora oggi, pesano maggiormente i carichi di cura della famiglia, bambini o anziani che siano.
E oggi più che mai per una donna è attuale parlare di scelta alternativa fra famiglia e lavoro. Tra l’altro chi sceglie il lavoro, spesso sceglie anche di farlo a guadagno zero visto che con ogni probabilità, tutto lo stipendio sarà destinato a baby sitter, asili nido, “donne” delle pulizie e quant’altro serve a mandare avanti una famiglia.
Va beh, lo abbiamo detto e sentito un sacco di volte, andiamo avanti.
La nostra associazione è nata proprio con l’idea di andare oltre la dicotomia famiglia-lavoro e anche se non esiste una strada semplice, abbiamo qualche idea sulla quale ci confrontiamo all’interno della nostra community, quella che si incontra quotidianamente nel coworking dove lavora in modalità “smart”.
Che vuol dire smart?
Vuol dire furbo, lo sanno tutti! In questo caso “furbo” o “agile” come viene chiamato questo modo di lavorare, non significa altro che flessibile.
Gestire con flessibilità il tempo del lavoro per poterlo conciliare al meglio con le esigenze della famiglia, abbattendo i tempi per gli spostamenti casa-ufficio nonchè le immissioni di co2 nell’ambiente.
Proprio perchè il criterio di prossimità è importante, i contributi sono stati riservati a lavoratori residenti nel Vimercatese e, fra questi, si è data priorità a chi porta sulle spalle un carico di cura maggiore.
Solo le donne hanno l’esigenza di conciliare?
Per fortuna no. Possiamo affermare con certezza che in questo caso il mal comune fa mezzo gaudio, perchè sappiamo come una risposta efficace all’esigenza di conciliare, non può prescindere dalla condivisione delle incombenze familiari.
Siamo dunque molto felici di dare il benvenuto nella nostra community di Sloworkers a Carlo e Andrea, due professionisti, tre volte padri, che hanno fatto scelte Slow o Smart o Agili e che si sono meritati a pieno titolo il contributo dell’Alleanza.
Su un totale di otto beneficiari, le altre sei sono donne, bisogna ammetterlo, ma una cosa accomuna tutti gli Sloworker, a prescindere dal genere: la voglia di sperimentare un altro modo di lavorare, che valorizzi il benessere della persona grazie ad un miglioramento della qualità della vita.
Il coworking è uno “stile lavorativo” come dice Wikipedia, che nasce da un cambiamento culturale ancora in atto e che spinge verso nuovi modelli organizzativi in ambienti condivisi (sharing economy), favorisce il confronto quotidiano, lo scambio di competenze e la crescita professionale in un ambiente informale e dinamico.
Ve li presenteremo i nostri pionieri della sperimentazione sullo “smart work”, li intervisteremo e vi racconteremo le loro storie.
Seguiteci!
